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Customer-driven marketing: come attirare nuovi clienti.

 

Ormai è evidente: il cliente si rifiuta di ascoltare. Sia che ci si trovi in ambito business to business, sia che si tratti di prodotti o servizi dedicati al mercato consumer.

Ha chiuso la porta ai messaggi pubblicitari, alla carta stampata e alle affissioni, al teleselling (100 telefonate per 1 appuntamento per venditore). Il processo è stato veloce quanto la diffusione dell’interattività su Internet, lo sviluppo di Google e dei social network (Facebook, LinkedIn, Instagram). Il risultato è che il cliente business ha smesso di ascoltare i messaggi dell’outbound marketing.

 

Che cosa è cambiato?

Il fatto è che fino a qualche anno fa il cliente non aveva altro mezzo per sviluppare i propri processi di informazione, scelta e acquisto, se non quello di fare affidamento sui mezzi tradizionali utilizzati dalle aziende: televisione, radio, carta stampata, punti vendita e venditori a domicilio.

L’utilizzo massivo del telefono, per estendere la capacità di sollecitazione del venditore porta a porta, e la successiva evoluzione del cosiddetto Direct Email Marketing (DEM), non hanno modificato il modello: il cliente riceve una sollecitazione all’acquisto che non ha richiesto.

Lo scenario, tuttavia, inizia a evolversi con l’affermarsi di Internet, dei motori di ricerca, e in particolar modo di Google, dei blog e dei social network.

Qualche numero per dare una dimensione quantitativa al fenomeno (utilizzatore medio di Internet):

  • 24% del tempo on-line sui social network e solo l’8% sulla posta elettronica;
  • 4,6 ore alla settimana sui social media contro le 4,4 ore sulla posta elettronica;
  • 9,4 persone su 10 utilizzano la rete per la posta elettronica;
  • 8,7 persone usano i motori di ricerca;
  • 7,8 persone usano la rete per documentarsi prima di effettuare un acquisto;
  • quasi 6 su 10 cercano in rete consigli utili;
  • oltre 3 su 10 esprimono attivamente un giudizio su prodotti o servizi acquistati in precedenza.

È cambiato il modo in cui il cliente effettua la sua ricerca e si documenta prima di acquistare un prodotto o un servizio; di conseguenza, si sono modificati i processi di acquisto per rendere il cliente progressivamente più attivo nella ricerca di informazioni, prodotti e servizi ma, di converso, sempre meno disponibile a ricevere sollecitazioni di acquisto non richieste.

Sorge quindi spontanea una domanda: come farsi ascoltare dai prospect e, soprattutto, da coloro che possono diventare miei clienti?

Dicendogli qualcosa di utile per avviare la creazione di una relazione di vendita.

customer-driven marketing

Creare valore in otto mosse

Il processo necessario per realizzare in azienda un customer-driven marketing è sintetizzato in otto passi:

  1. Smart CRM per capire il cliente
  2. Provider di qualità per contenuti di valore
  3. Minisito o blog per organizzare i contenuti.
  4. Social network per favorire l’interazione.
  5. SEO e PPC per creare traffico mirato.
  6. Smart message per riconoscere l’interesse
  7. e-commerce per perfezionare la vendita
  8. Rete di vendita a supporto

 

Smart CRM per capire il cliente

Il CRM è la banca dei dati dei clienti (fonte interna delle diverse funzioni aziendali) e dei prospect (fonte esterna, raramente strutturata). In sintesi, un CRM tradizionale mostra come il cliente appare all’azienda, ma mai come il cliente è. In uno Smart CRM viceversa, clienti e prospect, grazie alla raccolta di dati e indicatori disponibili esternamente, vengono caratterizzati da indici e valori che permettono di stimare il potenziale commerciale. Ciascun cliente e prospect è poi descritto da variabili che permettono la segmentazione in termini di esigenze e di aree di interesse. Il risultato è una mappa proprietaria del mercato obiettivo, come esso è realmente e non come appare, evidenziando cluster di clientela omogenei per aree di esigenza e comunanza di interesse. Questo è il primo passo per capire cosa dire di utile al cliente per farsi ascoltare.

 

Provider di qualità per contenuti di valore

Definiti i cluster dei clienti – prospect e le macro aree di contenuto, è necessario produrre i contenuti di valore. In questo può aiutarci l’esecuzione di qualche focus group; si tratta di individuare uno o più content provider in grado di generare con continuità contenuti utili per la nostra clientela attuale e prospettica. Dobbiamo meritare l’attenzione e l’interesse del nostro target; infatti solo in questa condizione potremo sperare di ottenere il permesso di inviare loro regolari comunicazioni e sperare in un buon tasso di lettura e click.

 

Minisito o blog per organizzare i contenuti

Una buona fruizione di contenuti richiede che questi siano resi disponibili in un minisito o un blog di supporto che contenga in maniera accessibile e organizzata documenti, eventuali video e applicazioni. Da prevedere la funzione di ricerca e di navigazione e il download dei contenuti raccolti in ebook fruibile tramite tablet. Inoltre, un minisito si rende necessario per potersi integrare efficacemente con le pagine realizzate nei social network o come approdo per eventuali comunicazioni via email o sms.

 

Social network per favorire l’interazione

La pagina Facebook o LinkedIn rappresenta la modalità più flessibile ed evoluta per creare un’efficace consapevolezza sui contenuti, unita a un’interazione reticolare fra clienti e azienda, e fra clienti, prospect e relative reti relazionali. Inoltre, diffondendosi la consapevolezza dei contenuti fra le reti relazionali si ottiene accesso a un target ottimale che è, per la natura stessa del social network, simile per profilo comportamentale e sistema valoriale alla clientela obiettivo.

 

SEO e PPC per creare traffico mirato

SEO (Search Engine Optimization), vale a dire l’ottimizzazione del website nella ricerca di parole chiave, e PPC (Pay Per Click), ovvero pubblicità tramite annunci che compaiono nei motori di ricerca e nei social network, rappresentano due strumenti fondamentali per chi si occupa di inbound marketing. Tramite questi due strumenti è possibile convogliare efficacemente sui contenuti aziendali chi è interessato ai vantaggi derivanti dall’uso dei prodotti e servizi dell’azienda. Se ben utilizzati sono in grado di creare un traffico di alta qualità sui contenuti aziendali, a un costo inferiore rispetto all’outbound.

 

Smart message per riconoscere l’interesse

Una regola del customer-driven marketing consiste nel valutare le fasi di comunicazione pre-vendita come parte della fase di comprensione dei bisogni e delle esigenze, che verranno successivamente soddisfatte se il cliente procederà realmente all’acquisto. È essenziale predisporre dei meccanismi che tengano traccia di quali clienti e quali prospect fruiscono dei contenuti, tenendo conto del numero, della frequenza delle fruizioni e della tracciabilità per data.

 

E-commerce per perfezionare la vendita

Un sistema di inbound marketing deve prevedere, ove fattibile e opportuno, la possibilità di chiudere la vendita direttamente on-line. Un e-commerce di successo dovrebbe avere sette caratteristiche ben precise:

  • velocità e facilità di navigazione e scelta;
  • assortimento e scelta in logica di portale;
  • prezzi convenienti;
  • sicurezza della transazione;
  • tranquillità dell’acquisto;
  • rapidità, tracciabilità ed economicità della spedizione;
  • profilatura del cliente e anticipazione delle sue esigenze.

 

Rete di vendita a supporto

Per alcune categorie di prodotti e di servizi è comunque necessaria una rete di vendita composta da venditori e punti vendita. Nel caso di prodotti e servizi destinati a una clientela professionale, ad esempio, la visita di un venditore è necessaria.

 

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