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Quali sono gli elementi per differenziare la nostra offerta?


Quali sono gli elementi per differenziare la nostra offerta e realizzare la unique value proposition.

Vi sarà capitato di sentire ragionamenti del tipo:

  • il segmento di mercato cresce del 3%, noi siamo in decrescita con una offerta di prodotto e servizi praticamente identica a quanto offerto dai concorrenti diretti;
  • il mercato nel quale operiamo vale circa 1,5 miliardi di euro, cresce in modo asimmetrico, con segmenti della offerta stabili ed altri in forte crescita, acquisirne una quota del “0,5%” è il nostro l’obiettivo;
  • il produttore leader del nostro mercato ha creato una offerta per uno specifico segmento di clientela. Perché crediamo che i clienti possano essere distribuiti in modo uniforme tra coloro che offrono prodotti similari?

Oppure di valutare alcune delle disfunzioni operative delle vendite :

  • la soluzione all’incremento dei volumi delle vendite passa per un aumento del numero di venditori,
  • la delega all’agente di vendita della funzione delle vendite e del servizio al cliente,
  • la mancata definizione di cosa differenzia dai concorrenti diretti,
  • ci si limita a dar seguito alle richieste di sconto del cliente, senza rilanciare o confutare le proposte,
  • le entrate dai clienti di lunga data finora erano stabili, ma di recente sono più selettivi,

L’acquisizione di quote di mercato non è più un diritto conseguente la capacità di saper realizzare un prodotto, ci saranno sempre dei concorrenti in grado di offrire lo stesso prodotto a condizioni migliori.

 

Quale è la modalità per acquisire quote di mercato e crescere in un settore di prodotti indifferenziati?

Di seguito la lista degli elementi da valutare per definire un go-to-market nei mercati altamente competitivi:

  1. generare una migliore relazione con il cliente costruendo una proposta combinata con altri prodotti/servizi, anche di terze parti;
  2. creare un nuovo e unico canale distributivo o più accessibile rendendo il prodotto disponibile in posti dove oggi non lo è;
  3. fornire una modalità di consegna o distribuzione più attraente;
  4. generare un migliore servizio al cliente;
  5. offrire prezzi attraenti intervenendo sulla riduzione dei costi di produzione e/o di distribuzione;
  6. innovare il modello di pricing, passare dal cost plus al customer value based pricing;
  7. creare un messaggio che si rivolga ad uno specifico segmento della clientela utilizzando il digital marketing;
  8. migliorare la facilità di utilizzo del prodotto.

Il focus della azione è sviluppare un vantaggio competitivo in qualcosa che genera valore per il cliente (unique value proposition).

 

L’incremento dei volumi delle vendite passa per un aumento del numero di venditori?

Nell’epoca della collaborazione tra marketing e vendite , scarso è il risultato dei venditori, anche capaci, se non sono sostenuti dal marketing ed integrati in un sistema di vendita del quale sono co-protagonisti.

È strategicamente errato pensare che l’obiettivo dello sviluppo commerciale possa essere raggiunto impiegando venditori, agenti, responsabili delle vendite senza che questi non siano inseriti all’interno di una strategia decisamente più articolata e conseguentemente più efficace in termini di risultati ottenuti.

Le attività di ricerca di nuovi clienti attraverso le telefonate e le visite a freddo, oggi sono un dispendio di energie incredibile. Per il semplice fatto che il cliente compra quando lui è disposto ad acquistare e non quando il venditore vuole vendere.

Ergo in un’azione di tipo “push” che vede protagonista il venditore in azioni di proposizione verso il mercato, ciò che si otterrà nella quasi totalità dei casi è una situazione di “nulla di fatto” rispetto ai contatti sviluppati. Ecco perché serve la collaborazione tra il marketing e le vendite.

Il marketing ha la funzione di fare prospezione del mercato di clienti potenziali, ingaggiare le buyer persona che rappresentano il target audience, veicolare loro i contenuti e le informazioni che presentano l’impresa, intercettare e all’occasione creare lo stato di bisogno all’interlocutore coinvolto nel processo, generare l’opportunità commerciale (lead generations).

Il marketing ha anche il compito di educare, attivare, nutrire i clienti potenziali durante la fase in cui essi non sono pronti per acquistare ciò che noi vendiamo (nurturing).

 

Delegare all’agente di vendita la funzione delle vendite e del servizio al cliente.

Il contesto operativo di un agente di vendita è di norma così costituito :

  • rivenditori multimarca, aziende trasformatrici o utilizzatrici finali;
  • mandante orientata al prodotto, con un listino prezzi calcolato con la tecnica della ricarica (vedere articolo…) che non tiene delle diverse tipologie di cliente come dettaglianti, distributori, grossisti, end user e OEM.;
  • la politica provvigionale è correlata alla aliquota di sconto concessa nell’acquisizione dell’ordine (più sconto fai, meno provvigioni ricevi);

L’assistenza tecnica è focalizzata sulla difettosità dei prodotti e non sulla relazione con il cliente. Non c’è un’offerta di service a valore crescente basata sulle esigenze dei clienti.

In sintesi, è assente la politica commerciale: dalla tipologia del cliente commerciale più idoneo ai prodotti della mandante, agli obiettivi di quantità e qualità, ai prezzi di listino, alla scontistica per tipologia di cliente, all’offerta dei servizi pre e post sales ed infine il sistema di remunerazione e incentivazione.

In questi contesti operativi la strategia dell’azienda è determinata dalla conoscenza dei clienti nel territorio assegnato e dalla preparazione tecnico – commerciale del venditore nelle fasi pre e post vendita.

Le dinamiche commerciali sulla clientela saranno le più varie, dal massimo sconto al basso servizio, dal minimo sconto ad un servizio subappaltato dall’agente ad un centro di assistenza tecnica.  La conseguenza per l’azienda è la costruzione nella mente dei suoi clienti di due diversi marchi della stessa azienda!

Può sembrare strano ma molte aziende, anche multinazionali, gestiscono ancora la rete vendita con una modalità transazionale tipica del modello “Produci e Vendi” dell’economia industriale del secolo scorso.  Non riflettono la diversità dei singoli canali come il retail, il grossista, l’ OEM e l’ importatore nazionale.

 

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