Supply Chain Management


Codici parlanti, righe d’ordine, distinte base ed estese.


 

Strutturare i dati è il primo passo essenziale per poterli estrarre in maniera agevole, aggregata o filtrata ma soprattutto coerente, perché il primo ostacolo ad analizzare i dati e renderli informazioni è sempre la difficoltà nell’estrarli e nel comprenderne il significato.

 

La forza dei numeri e dello zero

 

 

Quando si devono estrarre per effettuare delle analisi la cosa risulta il più delle volte (eufemismo per non scrivere la locuzione “quasi sempre”) assai difficoltosa. Ora, l’approccio lean ci insegna ad affrontare 3 problematiche:

  1. La variabilità che causa il fatto che i processi siano “fuori controllo” (6-sigma);
  2. I costi che non creano valore ovvero gli “sprechi” (lean manufactoring);
  3. Le complicazioni che insorgono e ci impediscono di svolgere le attività che creano valore o “difficoltà” (total quality).

 

Ogni volta che si crea un dato ma non se ne intuisce il significato o, con termine lean, il valore si cerca la via facile a generare e archiviare il dato senza intravvedere poi la successiva attività di estrazione e analisi del dato.

Eppure gli esempi della forza della codifica (mnemonic code) sono evidenti, si pensi al codice ATECO (ATtività ECOnomica) e alla sua struttura xx.yy.zz che esprime l’attività in famiglia xx in sotto gruppo yy e in specificità zz o al codice RGB a struttura yyy.xxx.zzz che esprime un colore in base alle componenti di rosso (Red), verde (Green) e blu (Bleu).

 

Questo significa che la codifica interna è strategica per qualsiasi azienda e che l’uso dei prefissi (la parte iniziale xyz) orientati alla catena distributiva e dei suffissi (la parte finale xyz) orientati alla catena di approvvigionamento possano rivelarsi essenziali rispetto a una radice ad uso interno (la parte centrale xyz). Questo perché la forza nel scaricare i dati sta nel poterli filtrare per la loro particolarità e aggregare per la loro appartenenza a famiglie omogenee per un qualche fattore comune.

Ad esempio, nella codifica di una riga è possibile indicare i livelli che sono contenuti in essa perché una bicicletta può essere assemblata in catena di montaggio e, procedendo dalla fine verso l’inizio si può avere:

  • assemblaggio cavi per trasmissione comandi, regolazione freni, sincronizzazione cambio, gonfiaggio finale ruote, inserimento catarifrangenti su entrambe le ruote;
  • montaggio ruote e sella con canotto su telaio dotato di manubrio mediante chiusure rapide, pedivelle e catena e regolazione;
  • assemblaggio cerchione, raggi, corpo centrale ruota, centraggio ed equilibratura ruote, inserimento fascetta di protezione, inserimento camera d’aria, fissaggio valvola, montaggio copertone, gonfiaggio parziale camera d’aria;
  • montaggio su telaio dei cuscinetti dello sterzo, assemblaggio forcella, montaggio corpo centrale delle pedivelle, montaggio pedali, montaggio deragliatore, montaggio cambio posteriore con dispositivo tendicatena, inserimento catena e chiusura, assemblaggio freni;
  • montaggio del supporto sella su canotto e fissaggio della sella;
  • montaggio dei leverismi sul traverso del manubrio, fissaggio del traverso sul canotto e inserimento del meccanismo a espansore.

 

Questo significa che la distinta base dei componenti dal punto di vista progettuale non soddisfa le esigenze della distinta base di assemblaggio manifatturiero, nella quale i componenti entrano nelle fasi finali più come semilavorati che come elementi base.

Nulla è ancora stato detto su quali attrezzature siano necessarie, quante e che tipologie di persone servano, quali siano i parametri di regolazione, che controlli debbano essere effettuati per verificate che la fase sia stata completata correttamente, quali strumenti di misura si debbano utilizzare, quali valori ci si attende che questi ultimi segnino, etc.

 

 

 

La potenza dello zero

Quindi, la costruzione di una codifica apposita agevola a identificare la comunanza di componenti, di fase di lavorazione, di impiego di tipologia di macchinati o di strumenti di misura, di cliente o di segmento di mercato.

Permette anche di fornire informazioni sulla presenza di semilavorati che a loro volta esplodono in distinte base o estese. Il modo più semplice è mettere un numero pari ai semilavorati come codice di chiusura per cui 01 contiene una sola distinta che è 00, mentre 03 ne contiene tre e sono 02, 01 e 00.

In questo modo sarà possibile filtrare i dati per vedere in che modo i prelievi dai magazzini del finito richiedono un ripristino dei livelli di scorta, armonizzando le linee e il potenziale produttivo invece di inseguire i picchi e le valli del make to order.

 


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